Dear,
As a member of the academic community and as a student of University of Belgrade School of Law I am deeply distressed by the Kosovo events. As you know, the Parliament of the Serbian Province of Kosovo run by UN Mission has illegally and unilaterally proclaimed independence. This decision was made against the international law and the endorsed UN Security Council Resolution 1244, which calls for a negotiated settlement on future Kosovo status and substantial autonomy of the Province of Kosovo within the Republic of Serbia. If the international community gives its consent for this unlawful act, the internationally recognized borders of Serbia will be redrawn, the sovereignity of Serbia abolished and 15 per cent of its territory amputated. After a decade of ethnic Albanian repression against non-Albanian minorities, Kosovo politicians prove that Kosovo is being established as an ethnic Albanian state, which will not serve all its citizens but only one ethnic group.
I am urging you to call for the international rule of law by not recognizing the phony state of Kosovo as independent, because it is the only way to retain peace and stability in the region as well as in other disputed territories of the world.
Sincerely yours,
S.Strailovic
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PIù O MENO.. TRADOTTA LETTERALMENTE
Carissimi,
In qualità di membro della comunità accademica e come uno studente di Università di Belgrado Scuola di Legge Sono profondamente turbata da eventi del Kosovo. Come sapete, il Parlamento della provincia serba del Kosovo gestito dalla Missione delle Nazioni Unite ha proclamato unilateralmente e illegalmente indipendenza. Questa decisione è stata presa contro il diritto internazionale e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione 1244, che invita a una soluzione negoziata sul futuro status del Kosovo e la sostanziale autonomia della provincia del Kosovo all'interno della Repubblica di Serbia. Se la comunità internazionale dà il suo consenso per questo atto illegittimo, la confini riconosciuti a livello internazionale della Serbia sarà ridisegnato, la sovranità della Serbia e abolita il 15 per cento del suo territorio amputata. Dopo un decennio di etnia albanese repressione contro le minoranze non albanesi, in Kosovo dimostrano che i politici del Kosovo è stato stabilito come uno stato di etnia albanese, che non servono tutti i suoi cittadini, ma solo un gruppo etnico.
Mi spinge a chiedere la regola di diritto internazionale, non riconoscendo la fittizia del Kosovo come stato indipendente, perché è l'unico modo per mantenere la pace e la stabilità nella regione, così come in altri territori contesi del mondo.
Cordiali saluti,
S. Strailovic
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martedì 26 febbraio 2008
una lettera di una studentessa serba. KOSOVO IS SERBIA
Pubblicato da
AN Caravella
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Etichette: azione, giovani, indipendenza, Kosovo, serbia, solidarietà
martedì 15 gennaio 2008
Botta e risposta con Repubblica
Il Belpaese
Camerati
di Alessandra Longo
I giovani camerati di An (così si chiamano ancora tra di loro) sono orgogliosi della performance cagliaritana messa in scena giovedì notte per impedire l’arrivo della spazzatura di Napoli. Se andate sul sito della locale Azione Giovani, troverete che l’attacco a Soru e lo scontro con la polizia hanno assunto dimensioni epiche. "Dopo quanto è successo, nessuno di noi deve dimostrare più niente perché l’ha già fatto sul campo. Chi è finito in ospedale, chi è stato manganellato, chi è stato trascinato per le gambe e caricato sulla corriere diretta in Questura". Si sentono eroi, ricevono anche i saluti romani dei colleghi della Campania che condividono le loro ragioni. Le polemiche di queste ore non li sfiorano: "Se assisti a scene a come quella a cui abbiamo assistito noi, ritrovi il senso di tutto ciò che hai fatto da quando hai iniziato a militare fino ad oggi, e quel senso ha la forma di un abbraccio fra due camerati e tante braccia levate verso la corriera della polizia". Gott mit uns.
Noi rispondiamo così...
GOTT MIT UNS? L’articolo di Repubblica a firma di Alessandra Longo è sicuramente apprezzabile se non fosse che l’ultima citazione non sia compatibile con quello che noi siamo veramente o meglio quello che non siamo. Di certo non siamo nazisti né abbiamo simpatie per essi. Calzante sarebbe stato di certo il motto “Fortza Paris” visto l’argomento e considerato il tenore dell’articolo comparso presso il nostro sito. Tutti insieme, un sentimento che in questo periodo sentiamo più che mai dentro il nostro cuore e dentro la nostra testa. Un sentimento d’appartenenza ad una comunità, ad un gruppo umano che in un momento difficile ha saputo rimanere unito senza tentennamenti.
Molto spesso gli opinionisti e giornalisti dicono che i giovani non sono interessati alla politica ma compiono contemporaneamente l’errore di ironizzare e dipingere negativamente gruppi e formazioni politiche giovanili che quotidianamente si nutrono di politica, impegno e sacrificio militante.
Non ci consideriamo eroi, è bene dirlo, perché non abbiamo compiuto chissà quale impresa stoica ma sicuramente questa vicenda conferma che dentro il nostro gruppo ci sono persone che credono veramente nei valori e nelle battaglie politiche che portiamo avanti.
Nessuno evidenzia che nell’articolo apparso sul nostro sito non contestiamo l’operato della polizia, degli agenti, dei carabinieri. Non abbiamo inscenato melodrammi né accostato l’accaduto al G8 (come qualche quotidiano ha fatto). Noi abbiamo celebrato quella manifestazione con un articolo per evidenziare come, nonostante la durezza dell’intervento delle forze dell’ordine, nonostante la permanenza prolungata al Porto canale, nonostante tutto quello passato, noi abbiamo continuato a rispettare la legalità, abbiamo rispettato il ruolo delle forze dell’ordine in quanto non abbiamo reagito né abbiamo dato prova di essere ostili ad essi. Abbiamo dimostrato come un ragazzo di destra possa manifestare in totale tranquillità senza eccedere in vandalismo o isterie nefaste.
Il termine camerati? Un sogno sarebbe che un inviato di Repubblica venisse ospite presso la nostra sezione per verificare con i suoi occhi che quel termine non è usato per un puro esercizio nostalgico, ma per noi ha un significato interiore di grande valore e per questo motivo lo utilizziamo rarissime volte. Proprio perché ha valore all’interno della nostra comunità, ha valore nei rapporti tra i militanti. Non abbiamo la volontà di svilirlo utilizzandolo all’esterno e se in questa occasione l’abbiamo fatto è perché la nostra comunità ha superato una prova di maturità.
Solidarietà a Soru? Noi non siamo coinvolti negli episodi di violenza e vandalismo. Noi siamo andati alla manifestazione ma abbiamo preferito allontanarci in quanto non concepiamo il vandalismo e la violenza come azione politica. Non distruggeremo mai la nostra città. L’amiamo troppo. Il Governatore? Non solidarizziamo con colui che se ne frega delle Leggi regionali e decide che in Sardegna possono arrivare tonnellate di spazzatura senza la benché minima notizia di cosa ci sia dentro i container. Non solidarizziamo con il Governatore Soru perché non ha avuto il minimo gesto di solidarietà verso i manifestanti che sono stati caricati il giorno prima al Porto canale ma ha detto che lo Stato doveva dare un segnale. Non abbiamo intenzione di solidarizzare con un Governatore che non sta solidarizzando con i campani e i napoletani perché se fosse il suo sentimento vero e pacifico, si sarebbe accertato e subito dopo avrebbe fornito le prove all’opinione pubblica, che in quei rifiuti non c’è niente di pericoloso. Avrebbe dovuto dire che se la Sardegna è un esempio per la raccolta e gestione dei rifiuti, quello campano è un problema nato anche per colpa dell’incapacità dei Governanti attuali. Pecoraio Scanio, Bassolino, Rossa Russo Jervolino. Avrebbe dovuto specificare che non si tratta di un’emergenza visto che è un problema di anni e anni. Avrebbe dovuto chiedere al Governo nazionale delle rassicurazioni sull’effettiva risoluzione dei problemi. Niente di tutto questo. Ha detto subito si, senza consultare alleati e opposizione, sindaci, presidenti di provincia. Nulla. Ha nascosto la sporcizia dei governi locali e nazionali del centrosinistra sotto (o sopra) il tappeto Sardegna. Non ha il benché minimo rispetto per chi si oppone alla sua politica. Sono tutti strumentalizzati e in malafede. Noi prendiamo atto di questo suo atteggiamento ribandendo un concetto “ Soru, Noi ti rifiutiamo”
di Alessandra Longo
I giovani camerati di An (così si chiamano ancora tra di loro) sono orgogliosi della performance cagliaritana messa in scena giovedì notte per impedire l’arrivo della spazzatura di Napoli. Se andate sul sito della locale Azione Giovani, troverete che l’attacco a Soru e lo scontro con la polizia hanno assunto dimensioni epiche. "Dopo quanto è successo, nessuno di noi deve dimostrare più niente perché l’ha già fatto sul campo. Chi è finito in ospedale, chi è stato manganellato, chi è stato trascinato per le gambe e caricato sulla corriere diretta in Questura". Si sentono eroi, ricevono anche i saluti romani dei colleghi della Campania che condividono le loro ragioni. Le polemiche di queste ore non li sfiorano: "Se assisti a scene a come quella a cui abbiamo assistito noi, ritrovi il senso di tutto ciò che hai fatto da quando hai iniziato a militare fino ad oggi, e quel senso ha la forma di un abbraccio fra due camerati e tante braccia levate verso la corriera della polizia". Gott mit uns.
Noi rispondiamo così...
GOTT MIT UNS? L’articolo di Repubblica a firma di Alessandra Longo è sicuramente apprezzabile se non fosse che l’ultima citazione non sia compatibile con quello che noi siamo veramente o meglio quello che non siamo. Di certo non siamo nazisti né abbiamo simpatie per essi. Calzante sarebbe stato di certo il motto “Fortza Paris” visto l’argomento e considerato il tenore dell’articolo comparso presso il nostro sito. Tutti insieme, un sentimento che in questo periodo sentiamo più che mai dentro il nostro cuore e dentro la nostra testa. Un sentimento d’appartenenza ad una comunità, ad un gruppo umano che in un momento difficile ha saputo rimanere unito senza tentennamenti.
Molto spesso gli opinionisti e giornalisti dicono che i giovani non sono interessati alla politica ma compiono contemporaneamente l’errore di ironizzare e dipingere negativamente gruppi e formazioni politiche giovanili che quotidianamente si nutrono di politica, impegno e sacrificio militante.
Non ci consideriamo eroi, è bene dirlo, perché non abbiamo compiuto chissà quale impresa stoica ma sicuramente questa vicenda conferma che dentro il nostro gruppo ci sono persone che credono veramente nei valori e nelle battaglie politiche che portiamo avanti.
Nessuno evidenzia che nell’articolo apparso sul nostro sito non contestiamo l’operato della polizia, degli agenti, dei carabinieri. Non abbiamo inscenato melodrammi né accostato l’accaduto al G8 (come qualche quotidiano ha fatto). Noi abbiamo celebrato quella manifestazione con un articolo per evidenziare come, nonostante la durezza dell’intervento delle forze dell’ordine, nonostante la permanenza prolungata al Porto canale, nonostante tutto quello passato, noi abbiamo continuato a rispettare la legalità, abbiamo rispettato il ruolo delle forze dell’ordine in quanto non abbiamo reagito né abbiamo dato prova di essere ostili ad essi. Abbiamo dimostrato come un ragazzo di destra possa manifestare in totale tranquillità senza eccedere in vandalismo o isterie nefaste.
Il termine camerati? Un sogno sarebbe che un inviato di Repubblica venisse ospite presso la nostra sezione per verificare con i suoi occhi che quel termine non è usato per un puro esercizio nostalgico, ma per noi ha un significato interiore di grande valore e per questo motivo lo utilizziamo rarissime volte. Proprio perché ha valore all’interno della nostra comunità, ha valore nei rapporti tra i militanti. Non abbiamo la volontà di svilirlo utilizzandolo all’esterno e se in questa occasione l’abbiamo fatto è perché la nostra comunità ha superato una prova di maturità.
Solidarietà a Soru? Noi non siamo coinvolti negli episodi di violenza e vandalismo. Noi siamo andati alla manifestazione ma abbiamo preferito allontanarci in quanto non concepiamo il vandalismo e la violenza come azione politica. Non distruggeremo mai la nostra città. L’amiamo troppo. Il Governatore? Non solidarizziamo con colui che se ne frega delle Leggi regionali e decide che in Sardegna possono arrivare tonnellate di spazzatura senza la benché minima notizia di cosa ci sia dentro i container. Non solidarizziamo con il Governatore Soru perché non ha avuto il minimo gesto di solidarietà verso i manifestanti che sono stati caricati il giorno prima al Porto canale ma ha detto che lo Stato doveva dare un segnale. Non abbiamo intenzione di solidarizzare con un Governatore che non sta solidarizzando con i campani e i napoletani perché se fosse il suo sentimento vero e pacifico, si sarebbe accertato e subito dopo avrebbe fornito le prove all’opinione pubblica, che in quei rifiuti non c’è niente di pericoloso. Avrebbe dovuto dire che se la Sardegna è un esempio per la raccolta e gestione dei rifiuti, quello campano è un problema nato anche per colpa dell’incapacità dei Governanti attuali. Pecoraio Scanio, Bassolino, Rossa Russo Jervolino. Avrebbe dovuto specificare che non si tratta di un’emergenza visto che è un problema di anni e anni. Avrebbe dovuto chiedere al Governo nazionale delle rassicurazioni sull’effettiva risoluzione dei problemi. Niente di tutto questo. Ha detto subito si, senza consultare alleati e opposizione, sindaci, presidenti di provincia. Nulla. Ha nascosto la sporcizia dei governi locali e nazionali del centrosinistra sotto (o sopra) il tappeto Sardegna. Non ha il benché minimo rispetto per chi si oppone alla sua politica. Sono tutti strumentalizzati e in malafede. Noi prendiamo atto di questo suo atteggiamento ribandendo un concetto “ Soru, Noi ti rifiutiamo”
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AN Caravella
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Etichette: azione, cagliari, giovani, politica, repubblica, rifiuti, soru
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